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Le forme del sogno

La mostra “Le forma del sogno” di Mariglen, curata da Sergio Pancaldi in collaborazione con Hangar Teatri, inaugura il 10 gennaio presso la Sala di Pietra di Hangar Teatri e rimarrà visitabile fino al 15 febbraio. L’esposizione raccoglie una selezione di opere realizzate dall’artista negli ultimi anni, offrendo uno sguardo diretto nel suo universo visivo, sospeso tra intuizione, gesto e immaginazione.
Nato a Tirana nel 1983, negli ultimi anni della dittatura comunista, Mariglen porta con sé il ricordo di un mondo sospeso, fatto di silenzi e attese. A sette anni la sua vita cambia direzione con l’arrivo in Toscana, terra che considera tutt’oggi casa.
Per gran parte della sua vita l’arte rimane una presenza silenziosa: qualcosa da osservare a distanza, mai da toccare davvero. A trentacinque anni, però, avviene una svolta. Prende in mano un pennello e scopre un nuovo dialogo con sé stesso — un linguaggio fatto di colori, di gesti istintivi, di casualità che si trasformano in forma.
Mariglen non parte mai da un’idea precisa. Davanti alla tela bianca si lascia guidare dall’imprevisto: una macchia, una pennellata sbagliata che diventa un volto, un occhio, un segno da seguire. È il caos a condurlo, ed è nel vuoto che trova la sua direzione.
Autodidatta, senza studi accademici alle spalle, coltiva un approccio curioso e libero, che gli consente di sorprendersi ogni volta.
Nelle sue opere convivono sogno e realtà, malinconia e romanticismo, silenzi e inquietudine. Ogni quadro è una piccola rivelazione, un frammento di un mondo interiore che non chiede di essere spiegato, ma semplicemente sentito.


