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Tre studi per una crocifissione

TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE è un lavoro del 1992 e ritrae tre soggetti che in quegli anni in particolare venivano alla luce nel panorama sociale: un paziente psichiatrico, una donna trans e uno straniero in una città europea.
TRE STUDI PER UNA CROCIFISSIONE è un lavoro del 1992. Ritrae tre soggetti che in quegli anni in particolare venivano alla luce nel panorama sociale.
Il primo dei tre studi ritrae un paziente tra le sedie vuote di un androne psichiatrico.
Le presenze che hanno accompagnato la sua vita abitano la stanza, le assenze diventano gli interlocutori del monologo quotidiano per passare la giornata nella comunità psichiatrica.
Il secondo studio liberamente ispirato al film “Un anno con tredici lune” di Fassbinder, ritrae il percorso tormentato di un orfano, che per ricevere un po’ d’amore promesso da un uomo, si sottopone all’intervento chirurgico per diventare una trans; non sarà la soluzione al suo bisogno e dovrà adattarsi ad una nuova vita, conseguenza della sua azione.
Il protagonista del terzo studio liberamente ispirato a “La notte poco prima della foresta” di Koltès, è uno straniero in una città europea. Lo sradicamento dalla sua terra lo mette davanti ad un paesaggio metropolitano molto diverso dal paese di provenienza.
In una notte di pioggia cerca un compagno per condividere una disavventura.
Questi tre soggetti sono accomunati da una condizione che rende loro difficile l’integrazione nel tessuto sociale, cercano tuttavia di aderire al loro destino terreno e patiscono i sentimenti che scaturiscono dalla loro situazione esistenziale.
L’attore che li mette in scena passa dall’uno all’altro soggetto, cercando di restituire il dramma di ognuno.
di e con Danio Manfredini
luci Lucio Lucà e Lucia Manghi
assistente alla regia Luisella del Mar e Vincenzo Del Prete
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Danio Manfredini è uno dei più grandi artisti della scena italiana contemporanea. Attore, regista, pittore e cantante, è considerato “il maestro invisibile del teatro italiano”: maestro perché ha influenzato intere generazioni di altri teatranti con la sua postura rigorosa, tesa a esplorare col teatro luci e ombre dell’interiorità umana; invisibile per la sua ricerca ostinatamente ai margini del sistema (soprattutto mediatico), fedele solo alle leggi della poesia. Vincitore di ben cinque premi Ubu con le sue creazioni – l’ultimo alla carriera nel 2023 – e protagonista della ricerca teatrale anche grazie a storiche collaborazioni, tra le quali quella con il regista Pippo Delbono, con la danzatrice Raffaella Giordano e alcuni performer del Tanztheater di Pina Bausch.
Danio Manfredini è autore e interprete di capolavori assoluti come il Miracolo della rosa, Tre studi per una crocifissione e Al presente, spettacoli che hanno fatto la storia della scena italiana dagli anni Ottanta a oggi.
Tra le sue opere storiche c’è anche Cinema Cielo, che nel 2004 ha vinto l’Ubu per la miglior regia.

