InLuce – Laboratorio di illuminotecnica con Vincent Longuemare
Il laboratorio teorico-pratico, ispirato alla teoria della manualità visiva e dello sguardo attivo di Vincent Longuemare per Hangar Teatro Trieste, nasce come un percorso di esplorazione della luce intesa non solo come strumento tecnico, ma come materia viva capace di generare immagini e senso.
Nel primo incontro abbiamo indagato le prime due qualità fondamentali della luce: la direzione e l’intensità. Nel secondo appuntamento ci siamo concentrati sulla terza qualità, il colore, e sulla quarta, il movimento.
Acquisite e praticate le basi dell’illuminotecnica, nel terzo incontro abbiamo affrontato la costruzione della luce come linguaggio, lavorando alla creazione di immagini teatrali e concentrandoci sull’elemento che ne determina l’efficacia: la drammaturgia della luce. Il quarto appuntamento, dedicato all’illuminazione per la danza e il movimento, ha collocato la materia-luce all’interno della Teoria del vedere, sulla creazione dell’immagine di Władysław Strzemiński. Una visione della storia dell’arte letta dal punto di vista della percezione visiva. Proprio da questo quarto incontro, che concludeva il percorso, è nato un desiderio condiviso: continuare il processo formativo, radicarlo nel tempo e trasformarlo in un’esperienza permanente di ricerca.
Aggiungiamo quindi quest’anno una quinta tappa dedicata ai modi di vedere, alla loro formazione ed espressione nel tempo; alla costruzione di uno sguardo vigile e capace di mutare le proprie esperienze visive in direzioni di luce per proporre immagini consapevoli. Cosa vedo quando vedo? come vedo e cosa non vedo? Come restituire quello che vedo o che non vedo?
Questo nuovo passaggio approfondisce il percorso non solo come formazione tecnica, ma come pratica continua dello sguardo: un esercizio di consapevolezza che trasforma la visione in creazione.
A richiesta dei partecipanti torneremo ad affrontare l’elemento colore, le tecniche di composizione e restituzione in scena. Il colore, terza qualità della luce, è forse la più difficile da praticare in scena, e rimane spesso a margine della composizione per mancanza di conoscenza e forse timore di sbagliare tra oggettività e soggettività. L’esposizione teorica sarà costantemente accompagnata da micro esercizi di allestimento e visione.



La materia
- Guardare lo spazio attraverso le categorie di Strzeminski, Introduzione alla storia dell’arte.
- Guardare lo spazio con il proprio sguardo, agire lo spazio
- Esercizi di consapevolezza visiva: percepire e dare valore allo spazio
- Esercizi di consapevolezza visiva: percepire il corpo nello spazio
- Esercizi di consapevolezza visiva: percepire le relazioni tra corpi e spazio attraverso il movimento
- Leggere le dinamiche dello spazio, le linee di tensioni e i punti di forza, gli angoli morti
- Esercizi di consapevolezza tecnica: mettere in relazione gli apparecchi, la loro posizione e puntamento a quanto in atto nel palcoscenico.
- Praticare il rapporto tra spazio e corpo. Inquadrare e reinquadrare
- L’architettura della luce; infrastrutture e sovrastrutture.
- Proporre e ricamare temi e variazioni di luce. Ideare, comporre, movimentare
- Costruire una luce, dall’intuizione alla teoria percettiva e ritorno
- Costruire un’immagine, il percorso tecnico ed il percorso poetico
- Dall’immaginare all’immagine: stendere il disegno sulla base delle informazioni visive, di azione e narrazione
- Disegnare: il disegno è la somma di tutto che so dello spettacolo e di tutto quello che non so ma che devo anticipare
- Esercizio matrice di costruzione di una luce.
A chi è rivolto?
Questo quinto incontro si rivolge alle diverse competenze che agiscono sul palcoscenico, poiché l’acquisizione di un linguaggio comune si rivela sempre più fondamentale nella realizzazione degli spettacoli: elettricisti con due o tre anni di esperienza desiderosi di ampliare lo sguardo, giovani light designer autodidatti privi di basi teoriche, studenti di scenografia e architettura, registi, attori e danzatori, e infine curiosi provenienti da altri ambiti, desiderosi di rinnovare lo sguardo sul teatro.
Come ogni incontro, il laboratorio sarà dotato di una scheda tecnica esaustiva delle necessità del corso.
La specificità di questa tappa, aggiunta in corso d’opera, è di essere rivolta prevalentemente ai partecipanti degli incontri precedentemente svolti. Ci piacerebbe però integrare occhi nuovi e curiosi, capaci di rinnovare la materia e porre domande.
Periodo e durata:
Dal 03 al 08 aprile 2026 presso Hangar Teatri a Trieste.
Venerdì 03: arrivo partecipanti; lezioni 15.00–19.00.
Da sabato 04 a mercoledì 08: 9.30–13.30, 15.00–19.00.
Per un totale di 44 ore.
Numero massimo di partecipanti: 18.
Scadenza per iscriversi: Venerdì 27 marzo ore 13:00
per info e prenotazioni
biglietteria@hangarteatri.it
Tel: +39 388 3980768