KAMIKAZE. SPERO VADA MEGLIO DELL’ULTIMA VOLTA. | COME PESCI VOLANTI

NOTE DI REGIA
Il teatro nasce da una soglia sfumata tra chi agisce e chi guarda. KAMIKAZE vuole restituire quella soglia, renderla visibile e attraversabile. Non si tratta di eliminare la distanza tra performer e spettatore, ma di renderla operativa: il pubblico non assiste, partecipa a un patto. Un patto sancito fin dal prologo, esplicitato come tale, senza finzione. La struttura a round non è una scelta formale neutra. È una dichiarazione di metodo: la ripetizione del ciclo creazione-giudizio-conseguenza serve a spogliare progressivamente ogni automatismo dello sguardo. Ogni round ricomincia da capo, ma il pubblico non è più lo stesso. Si accumula qualcosa — responsabilità, complicità, forse disagio. Qual è il rapporto che lega una performance alla sua platea? Qual è il confine fra cultura e intrattenimento? Cosa ci racconta della nostra società?

Fin dalla sua nascita il teatro ha avuto bisogno di almeno due elementi per esistere: l’attore e lo spettatore. Se inizialmente il confine tra i due ruoli era sfumato, con il passare degli anni e dei secoli la distanza si è fatta sempre più netta. Il pubblico ha iniziato ad abituarsi a sedere e a ricevere più silenziosamente ciò che il performer aveva da offrire.
Ma cosa succederebbe oggi se gli spettatori avessero l’opportunità di esprimere un giudizio nell’immediato, di premiare o punire un attore che non soddisfa il loro gusto?
In KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima. volta il patto viene sancito fin dall’inizio con un prologo che rompe ogni barriera e fornisce al pubblico un vero e proprio manuale di istruzioni per accedere al dispositivo.
Seguiranno una serie di round in cui Giulio Santolini, insieme al tecnico in scena con lui, sfiderà il gusto, la morale e la noia creando brevi performance che verranno giudicate e valutate immediatamente dalla platea. Al termine di ogni performance ci sarà una votazione: se la maggioranza degli spettatori sarà soddisfatta, al performer verrà dato un premio; se sarà delusa, una punizione. Poi un nuovo round, una nuova creazione, una nuova sentenza.
KAMIKAZE è un dispositivo ludico e spietato, un gioco alla ricerca della bellezza nell’errore e un ribaltamento dei ruoli tradizionali tra chi è in scena e chi guarda.
Quanto è importante costruire un’esperienza orientata al compiacimento del pubblico? Qual è il confine fra cultura e intrattenimento? Chi stabilisce cosa è bello, cosa è arte e cosa, invece, è solo spazzatura?
uno spettacolo di Giulio Santolini e Lorenza Guerrini
con Giulio Santolini e Daniele Boccardi
dramaturg Lorenza Guerrini
sound & light designer live Daniele Boccardi
produzione La Corte Ospitale


