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NUOVO DEBUTTO PER HANGAR TEATRI CON MEMORIE DI UN MATTO DI SERGIO PANCALDI QUANDO IL DELIRIO PRENDE PAROLA

NUOVO DEBUTTO PER HANGAR TEATRI CON MEMORIE DI UN MATTO DI SERGIO PANCALDI QUANDO IL DELIRIO PRENDE PAROLA

“Memorie di un matto” di e con Sergio Pancaldi debutta come reading e studio aperto al pubblico giovedì 26 e venerdì 27 marzo alle ore 20:30 presso Hangar Teatri. Due serate per attraversare un lavoro in divenire, dove scena e spettatori condividono un’esperienza viva, tra scrittura, delirio e resistenza.

“Memorie di un matto” è un lavoro teatrale in fase di studio, liberamente ispirato alle “Memorie di un malato di nervi” di Daniel Paul Schreber, uno dei casi clinici più noti della modernità, e al saggio che Sigmund Freud gli dedicò nel 1911. Tra le fonti di riferimento figura anche il testo dello psichiatra statunitense Morton Schatzman, “La famiglia che uccide” (1973), insieme ad altri materiali che nel tempo hanno riletto e interrogato quella vicenda.

Lo spettacolo si apre con un tono quasi da stand-up: un uomo racconta il proprio universo, un mondo in cui “Dio parla nei nervi”, i raggi attraversano il corpo e l’apocalisse assume i contorni di un progetto personale. Progressivamente, però, il racconto si incrina. La comicità lascia spazio a una dimensione più rigorosa e inquieta: nelle pieghe della narrazione, costruita a partire dalle fonti e dalle loro riletture, la procedura si fa legge. E la legge, infine, si fa voce.
Emergono allora il padre pedagogista, la clinica, l’ordine, la disciplina del corpo, la scrittura come unico argine possibile. Tutto converge in un confronto serrato tra il soggetto e le autorità che lo definiscono: il medico, il padre, la teoria. Al centro di questo studio c’è una frattura decisiva: Schreber smette di essere soltanto attraversato dal discorso degli altri e compie un gesto semplice ma irreversibile, scrivere. Non per spiegarsi o giustificarsi, ma per rallentare. Da quel momento il delirio non scompare, ma cambia statuto: viene messo agli atti.

La struttura dello spettacolo prevede un doppio finale, due soglie che si confondono e si rispecchiano. La prima è più intima; la seconda, storica o pseudo-storica, interroga la responsabilità del sapere attraverso confronti immaginari con figure realmente esistite, il cui pensiero ha inciso profondamente sui decenni successivi. 

Pur prendendo avvio dalla figura di Schreber, “Memorie di un matto” non parla soltanto di un uomo del tardo Ottocento. Parlando a noi, parla di noi. Racconta di famiglie che disciplinano, di istituzioni che normalizzano, di linguaggi che classificano, di corpi che resistono senza eroismo. Attraversa i temi della follia, del potere, della pedagogia e della psicoanalisi per arrivare a una constatazione essenziale: non sempre si guarisce; a volte, semplicemente, si resta. E restare, quando il sistema crolla, può diventare un atto politico.
Nelle due giornate di presentazione,“Memorie di un matto” viene condiviso come primo studio aperto al pubblico. Non una versione definitiva, ma una tappa trasparente del processo creativo. Il lavoro nasce da un’indagine sul corpo, sulla voce e sulla scrittura intesa come atto di resistenza. Per questo la relazione con chi assiste non è accessoria, ma parte integrante del percorso. Lo studio si propone come spazio di confronto e ascolto, in cui reazioni, domande e riflessioni possano contribuire a ridefinire ritmo, densità e direzioni future. Aprire il processo non è una cautela produttiva, ma una scelta poetica: se il tema dello spettacolo è la messa agli atti di un’esperienza, allora anche la scena deve poter trasformarsi attraverso lo sguardo di chi la attraversa.

Sergio Pancaldi nasce nel ferrarese nel 1972, risiede a Trieste dal 1991 dove sostituisce gli studi accademici di storia e critica d’arte con un percorso di studio e lavoro in ambito teatrale assieme a diverse compagnie del territorio. Si avvicina al mondo della fotografia e recupera interesse e passione per le arti grafiche, complice la fondazione dell’associazione Daydreaming Project. Dai primi del duemila, con un gruppo di lavoro residente nelle Marche, sviluppa la ricerca del simbolico, immaginario e astrologico in chiave sciamanica. Dal 2014 lavora stabilmente con CUT e Teatro Degli Sterpi, svolgendo in pianta stabile il ruolo di insegnante di teatro, attore e regista, nonché curatore di eventi. Nel 2022-23 in particolare, il primo anno di formazione teatrale per Adulti, il corso avanzato per universitari, il corso teen teen per ragazzi e gli incontri di Astrologia esperienziale e teatro sciamanico “Teatro del Cosmo”, a cadenza bimestrale. 

Biglietto intero 14€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, soci CUT, over 65, under 18 e studenti universitari. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.

La Stagione delle Onde è organizzata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia.