POVERI CRISTI

Ascanio Celestini
“Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera. E se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti.”

POVERI CRISTI
Hangar Teatri inaugura la nona Stagione con Ascanio Celestini, una delle voci più intense del teatro contemporaneo, capace di trasformare la ricerca sul campo in storie che attraversano la memoria collettiva e il nostro presente.
In una periferia di Roma, simile a tante periferie del mondo, si intrecciano le vite di poveri cristi.
C’è Giobbe, un magazziniere analfabeta che ha messo a punto una tecnica per sistemare la merce nel magazzino senza saper leggere una sola parola.
C’è la Vecchia, che insegna alla Prostituta che per il sapere e la cultura non serve il denaro: i libri nelle biblioteche sono gratuiti e i musei, un giorno al mese, aprono le porte anche a chi non può permettersi di pagare.
C’è Joseph, partito dal suo paese e diventato, prima di arrivare in Italia, seppellitore, emigrante, schiavo, naufrago, detenuto, facchino e barbone.
E poi ci sono il razzista, la Donna Impicciata, lo Zingaro di otto anni che fuma, Domenica, il Preposto della cooperativa e persino San Francesco.
Quando lo spettacolo va in scena, però, non tutti questi personaggi sono presenti. A ogni replica vengono scelte alcune storie e una selezione di personaggi, proprio come in un concerto in cui il musicista decide quali brani inserire nella scaletta.
Tutti questi personaggi hanno qualcosa in comune: sono le persone dimenticate, quelle che finiscono sui giornali quando accade qualcosa di grave o di scandaloso. Ascanio Celestini prova a raccontarli da un’altra prospettiva, trasformandoli in figure quasi sacre, capaci di diventare santi quando nella loro vita accade un prodigio.
CREDITI
di e con Ascanio Celestini
musiche di Gianluca Casadei
cura tecnica Andrea Pesce
organizzazione Sara Severoni
produzione Fabbrica, Teatro Carcano
distribuzione a cura di Mismaonda
con il contributo di Regione Lazio


