María
Lo spettacolo porta in scena la forza del realismo magico, figlio di una parte della letteratura latinoamericana, e, con uno sguardo incantato, indaga l’affascinante mistero della vita.
Spagna, anni del franchismo: María, ex ballerina e assistente del Mago Saturno, in un pomeriggio di piogge primaverili si ritrova in mezzo a una strada deserta con l’auto in panne. Costretta a chiedere aiuto, accetta un passaggio da un autobus: da quel momento la sua vita cambierà per sempre.
Uno spettacolo surreale e poetico, dove il confine tra follia e lucidità si fa labile e i personaggi diventano custodi di segreti, sogni e fragilità. In questo microcosmo sospeso, María si troverà a fare i conti con verità più grandi di lei, scoprendo che, a volte, non è possibile cambiare il proprio destino. Resta solo imparare ad accoglierlo, ad accettare che la vita segue percorsi misteriosi che sfuggono alla nostra volontà.
Scuole
“María” è all’interno di Fuori dai Banchi, un progetto di Teatro degli Sterpi e Hangar Teatri che propone alle scuole percorsi didattici attraverso spettacoli, lezioni e momenti di confronto, con l’obiettivo di stimolare il pensiero critico e la creatività.
Occhio critico
«…Tutta questa storia, però, che è letteratura, Elena Delithanassis, ce la racconta con pochissime essenziali parole. Quindi non come farebbe ogni bravo scrittore, autore di teatro di prosa, ma come preferirebbe suggerirla un mimo, con l’arte della sua capacità di esprimersi per immagini sentimentali: ecco perché «la poesia è poesia quando porta in sé un segreto». E il palcoscenico può diventare tanto poetico quanto misterioso.»
Leggi la recensione completo Fausto Nicolini, Quarta Parete, maggio 2023
«I dialoghi sono per lo più privi di parole ma tutt’altro che muti: gli scambi tra attori avvengono attraverso la danza e gesti poetici. Nel silenzio, nulla è taciuto: la sete di ribellione al regime e alle ingiustizie ricevute si alterna al senso di impotenza per un destino ineluttabile.»
Leggi la recensione completa Bianca Guitti, Bolognateatro.it, febbraio 2024
«Un’ermetica, poetica, chicca scenica; uno spaccato individuale quanto universale dell’ineluttabilità umana, sostantivazione per gesti e immagini dell’incontrollabile mutamento delle vicissitudini telluriche che solo cedendovi possiamo accettare e sostenere, senza, tuttavia, mai comprenderne principi e messa in atto. Una storia dove le forme innovative del teatro di prosa sperimentale hanno saputo ben veicolare l’intensità e la meraviglia del realismo magico, portando sul palco, senza troppe parole, il dolore e la rassegnazione di una vita fuori controllo.»
Leggi la recensione completa Cristina Peretti, Banquo magazine, maggio 2023
«Una rappresentazione che ha bisogno ancora di cura, attenzione, prove e correzioni, certo, ma che resta lì, indelebilmente scolpita sulle pagine di quel Teatro che dobbiamo affidare solo e soltanto all’abnegazione di chi ci crede e che fa di tutto, studiando febbrilmente, per meritarne un posto tra i competenti.»
Leggi la recensione completa Luigi Scardigli, Meglio meno, dicembre 2024
«”Maria” è uno spettacolo ricco di immagini poetiche e a tratti crude e realistiche, che ben argomentano quei luoghi perduti, quei labirinti dimenticati da Dio dove si consumano violenze, manipolazioni e deliri di onnipotenza. Luoghi perduti di gente perduta dove viene da chiedersi “Chi è il vero malato di mente?”»
Leggi la recensione completa Federica Sarti, Il Foyer, giugno 2023
«Tutta la scrittura di “Marìa”, con le sue lunghe pause di silenzio, i suoi fumi, le sue luci-gabbia che tampinano e imprigionano i corpi, l’allegoria di un destino in tabarro e cappellaccio che dispone la scena, a prima vista possono sembrare la poetica pantomima di una lunatica – disperata nella danza infinita sotto il blu di una notte astratta, verso il finale, finalmente a palco disteso – è in verità un lento discendere nell’alienazione e nella privazione della luce.»
Leggi la recensione completa Carlo Lei, Krapp’s Last Post, gennaio 2024



